A me basta essere primo nel cuore di mia moglie


L'eterno secondo Toto Cutugno ha già dimenticato la delusione per una vittoria che gli è sfuggita di mano all'ultimo momento

 

"Stavolta la sconfitta non mi brucia", rivela il cantautore toscano. "Mi hanno sconfitto i Pooh, che sono grandi professionisti". L'unico rammarico è di non aver potuto regalare il trionfo a Ray Charles. "Però sono più fortunato di tanti miei colleghi: amo la stessa donna da 23 anni..."

Sanremo, marzo

La vittoria dei Pooh al Festival di Sanremo, già "annunciata" da tre mesi, sta assumendo sempre più le tintedel giallo: nell'ambiente discografico e giornalistico si vocifera addirittura che il quartetto più popolare d'Italia l'abbia concordata con gli organizzatori del Festival. Sono solo voci, certo, ma sono bastate a rendere amaro il loro meritato trionfo. "Abbiamo portato a Sanremo una bella canzone", si difendono loro, "anche se Uomini soli è difficile e inadatta ad una manifestazione di musica leggera: sino all'ultimo abbiamo avuto paura che vincesse Toto Cutugno, ma alla fine, l'abbiamo spuntata noi. Per favore, non rovinate la nostra felicità con calunnie fuori luogo: con ventiquattro anni di successi alle spalle e con tutti i dischi che vendiamo, in fondo, non avevamo bisogno di vencere il Festival..."

Sicuramente la vittoria interessava a Toto Cutugno, che stavolta era riuscito persino a guadagnarsi le simpatie dei critici, solitamente molto severi con le sue canzoni. Per la quinta volta consecutiva, invece, si è dovuto accontentare del secondo posto. E pensare che sino al giorno precedente il verdetto erano in molti a puntare su di lui: "Gli amori", il pezzo che ha presentato al 40° Festival di Sanremo, è una canzone d'autore, molto lontana dalle banalità cui Toto aveva abituato il pubblico. A convincerlo totalmente della possibilità di conquistare il primo posto, poi, aveva pensato il grande Ray Charles: nonostante gli acciacchi dell'età, "il Cenio" è riuscito a mandare in delirio la platea del Palafiori, che per due volte si è alzata in piedi ad applaudirlo: la versione inglese che ha realizzato del brano di Cutugno, intitolata "Good love gone bad", è stata la vera bomba del Festival. Ma acnhe i Pooh potevano contare su un abbinamento vincente: quello con Dee Dee Bridgewater, ex partner di Ray Charles e interprete "rivelazione" del 1989. 

Foto: "Per Carla sono il numero uno". Toto Cutugno, 46 anni, ostenta un'aria imbronciata: stavolta sperava di arrivare primo. A destra, il cantautore toscano alla moglie Carla, che da 23 anni gli è vicina e che è la sua più accesa ammiratrice. "Voglio portarla a fare una bella vacanza", ha detto Cutugno dopo la fine del 40° Festival della Canzone italiana. "Ci rifugeremo nella nostra casa di Rapallo, vicina al mare".

Incontriamo Toto Cutugno, 46 anni portati con stile, nella sua suite all'Hotel Londra, che lo ha ospitato per il periodo del Festival: avvolto in un accappatoio candido e in una nuvola di fumo di sigarette, sembra proprio il "Rocky" cinematografico dopo aver perduto l'incontro decisivo. Ma ostenta ugualmente quel luminoso sorriso che incanta le signore. "Sono arrivato ancora secondo, è vero, ma questa volta mi dispiace di meno. Presentare in Tv programmi come Piacere Raiuno e Domenica in mi ha cambiato; sono diventato sereno e meno antipatico. E poi davanti a me ci sono i Pooh, che da vent'anni sono i più grandi professionisti della musica leggera in Italia e che hanno scritto canzoni amate dalla gente", dice il cantautore toscano. "Certo che un po' ci speravo, in questa vittoria, se non altro perché ero abbinato a Ray Charles, che nella musica mondiale è un mito e che ha saputo rendere indimenticabile la mia canzone. Già, qualcuno dice addirittura che il grande musicista americano l'abbia cambiata quasi completamente, stravolgendone la melodia e rendendola più nobile. Lo conferma anche Beppe Vessicchio, il direttore dell'orchestra di Sanremo, quando ammette che nella versione di Charles la struttura armonica del ritornello è diversa e le prime otto "battute" non corrispondono. Se da ulteriori indagini si arrivasse a stabilire che si tratta di un'altra canzone rispetto a quella di Cutugno chissà, il risultato finale potrebbe essere invalidato...

"Storie", taglia corto Cutugno, "è Ray che con la sua sensibilità artistica e con la sua interpretazione magistrale ha trasformato la mia canzone in una perla". 

Si dice pure che per guadagnarsi la vittoria e per convincere Ray Charles a sorlovare l'oceano, la casa discografica e l'impresario di Cutugno abbiano sborsato dai cento ai centocinquanta milioni di lire. Toto non si sbilancia. Rivolge uno sguardo colmo di gratitudine al suo discografico e sorride: "Diciamo che la mia casa discografica mi ha fatto un grande regalo. Ma ora che Sanremo è finito, voglio pensare al nuovo album che sta per uscire e che contiene tutti i pezzi che ho presentato ai vari Festival di Sanremo, compreso Solo noi, con quale vinsi nel 1980 e che si intitolerà semplicemente Toto Cutugno. Poi mi metterò d'impegno a preparare nuove canzoni per il prossimo Lp che uscirà a settembre. Ma prima di tutto voglio portare mia moglie a fare una bella vacanza nella nostra casa di Rapallo". Accanto a lui c'è la moglie Carla, che da 23 anni lo ama fedelmente: la canzone di Toto parla di tutti i tipi d'amore che esistono al mondo: fragili e violenti, infelici o esaltanti. "Pensa che fortuna", conclude Toto. "Io li ho vissuti tutti accanto alla stessa donna. In fondo, il suo amore conta per me di più di una vittoria a Sanremo..."

Simona Rodolli