Ho tradito mia moglie ma non sono pentitO

 
Il cantante, che ha avuto un figlio da una relazione segreta, parla per la prima volta di quell'amore proibito, dopo 28 anni di serena vita coniugale 

Milano, aprile

Va' dove ti porta il cuore

Non e' solo il titolo del famoso romanzo di Susanna Tamaro, ma, da qualche tempo, e' anche lo stogan preferito di Toto Cutugno. Lo confermano le parole di Faccia pulita, la romantica canzone d'amore che l'artista toscano ha presentato quest'anno a Sanremo: "L'amore vero piove sempre dal cielo, quando ti bagna non asciugarlo mai, non cercare riparo, anche se e' un mare di guai... Fai sempre quello che ti dice il cuore, anche se a volte proverai un grande dolore. L'esperienza che ne fai, sulla tua pelle pagherai...". Un brano pieno di allusioni che Toto ha cantato a occhi chiusi, per se stesso prima che per la platea, una melodia nella quale e' racchiuso tutto lo smarrimento di un uomo di 54 anni che, all'improvviso, si scopre innamorato di una giovane donna e decide di vivere fino in fondo i suoi sentimenti.

Anche se e' gia' sposato. Anche se quell'esperienza rischia di sconvolgergli la vita, i valori in cui ha sempre creduto. Proprio quello che e' successo a Cutugno. "Ora e' tutto finito, ma e' stata una storia pulita, - racconta, - che mi regalato la gioia piu' grande: un figlio. Lo desideravo da anni, ma, purtroppo, mia moglie non poteva rendermi padre". Toto giura che e' stato "l'unico compromesso della mia vita". Un segreto recentemenle violato "dal flash di un fotografo senza scrupoli, che mi ha ripreso mentre andavo a trovare il mio piccolo". 

"Non mi pento mai di quello che faccio. Chi non sbaglia e' un Ufo, pero' mi sento tutto scombussolato. Sembro una marionetta senza fili: cerco di tirarmi su, ma subito ricado a terra, svuotato. Mi dico: "Un bimbo e' sempre un dono del cielo", ma poi guardo mia moglie e mi sento morire. Abbiamo chiarito le cose, sembra avermi perdonato, ma lei non e' piu' una ragazzina, alla sua eta' certe batoste sono dure da digerire... Chissa' se riusciro' davvero a ricucire il nostro rapporto, a rimettere insieme i "cocci"". 

Questa esperienza le ha insegnato qualcosa? 

"A non dare mai nulla per scontato, soprattutto nei sentimenti. Credevo che non avrei mai potuto tradire Carla, credevo che lei fosse l'amore della mia vita, invece non si puo' mai dire quello che ti riserva il destino. No, non rimpiango di essermi lasciato andare. E poi come si fa a contrastare certe emozioni, quella cosa che ti sconvolge il cuore, il fegato, lo stomaco?" 

Non ha pensato alla sofferenza che poteva procurare? 

"Si, ma ormai era tardi... Per sette anni, ho vissuto col timore che qualcuno potesse scoprirmi, andavo a trovare mio figlio, l'ho fatto regolarmente, guardandomi le spalle come un ladro. Mi sento meglio ora che ho vuotato il sacco...". 

Ha qualcosa da rimproverare a sua moglie Carla? 

"E' la donna piu' straordinaria che abbia mai conosciuto, pero', nonostante 28 anni passati insieme, non saprei dire com'e' fatta dentro, a volte mi sembra di non conoscerla affatto. Non mi ha mai aperto completamente il suo cuore, ma forse e' stata colpa mia, magari non l'ho messa in condizione di lasciarsi andare". 

Si ritiene un uomo fortunato? 

"Si, nonostante abbia perso i genitori, li adoravo, che ero molto giovane. Pero' faccio un mestiere che amo, guadagno un sacco di soldi, almeno per le mie esigenze, per Berlusconi potrebbero essere briciole. Volevo una casa al mare e l'ho comprata, sognavo una barca e l'ho acquistata, desideravo una bella macchina e l'ho avuta...". 

Ci sono cose, pero', che con i soldi non si possono comprare. 

"Si, lo so bene. La salute, per esempio, anche se sembra una banalita'. Ogni giorno sento che uno e' morto, l'altro che ha una brutta malattia, faccio gli scongiuri, ma so che quando arrivera' il mio turno non ci sara' nulla da fare. Cerco allora di godermi il presente, di non prendermela per le futilita', di arrabbiarmi meno... Purtroppo, non sempre ci riesco, tante volte mi verrebbe voglia di spaccare tutto". 

Che cosa la infastidisce di piu'? 

"La gente ipocrita, gli stupidi. Dico sempre che non bisogna perdere tempo con persone simili, invece, forse perche' in fondo sono piu' stupido degli stupidi, mi ritrovo puntualmente a discutere con loro, a farmi il sangue amaro". 

Una critica che l'ha ferita? 

"Quella che mi fanno da anni e cioe' che sono un furbetto, un ruffiano, che scrivo canzoni che giocano sui sentimenti. Per me non e' semplicemente una critica, e' l'offesa piu' grande, che mi violenta nell'intimo. Io non sono istruito, non ho neanche finito le scuole di ragioneria, ho molte difficolta' nel linguaggio, ma "da muratore" cerco di spiegare quello che ho dentro. Mi viene da ridere quando sento pezzi da intellettuale. Esistono solo pochi artisti in grado di scrivere in quel modo, Ivano Fossati, Paolo Conte, geni musicali straordinari, unici. Gli altri che giocano a fare i professori sono pietosi". 

Sempre tesi i rapporti con i colleghi? 

"Si, ma io purtroppo voglio bene a tutti, porcaccia miseria! Ogni tanto mi dicono: "Stai sulle scatole a quello". E io: "Ma non gli ho fatto nulla". Forse risulto antipatico perche' dico sempre quello che penso e magari, qualche volta, esagero. O perche' sorrido poco, sembro sempre scuro, incavolato, serio, un orso. La mia e' solo una maschera...". 

E' com'e' in realta'? 

"Una persona molto timida, un bambinone che ha ancora tanta voglia di farsi coccolare". 

Sabrina Sacripanti 

INTIMITA, aprile 1997