NON E' ANCORA SBOCCIATO IL PIU' BEL FIORE DEL LORO GIARDINO

 
INTESA PERFETTA IN FAMIGLIA CON L'ADORATA MOGLIE CARLA E GRANDE AFFERMAZIONE SUL PALCOSCENICO DI SANREMO: TOTO CUTUGNO STA ATTRAVERSANDO UN AUTENTICO MOMENTO D'ORO. MA, MALGRADO IL SUCCESSO, IL BRAVO CONDUTTORE DI "DOMENICA IN..." NASCONDE NEL CUORE UNA PENA SEGRETA...

C'e' un bimbo italiano che vive a Parigi. Si chiama Giancarlo e abita in un appartamento meraviglioso, da cui sembra addirittura di toccare con un dito la Tour Eiffel. Giancarlo e' molto malato e ne' la sua bella casa ne' i suoi tanti giocattoli riescono a rallegrarlo. Una sola cosa gli riporta il sorriso sulle labbra: ascoltare le canzoni di Toto Cutugno, al punto che il suo papa', che per vederlo allegro sarebbe disposto a comprargli anche la luna, ha fatto in modo di permettergli anche dalla Francia di seguire il Festival di Sanremo. Il suo idolo sul palcoscenico del Festival si e' piazzato benissimo e per una sera Giancarlo e' stato felice. Giancarlo e' figlio di un mio carissimo amico ed io non so trattenermi dal raccontare questo commovente episodio a Toto che, tanto gentilmente, ha accettato di riceverci nel suo camerino a "Domenica in...". Lui sorride, commosso a sua volta e mormora: "I bambini sono qualcosa di meraviglioso... l'unica cosa capace di dare un senso alla vita". Nei suoi occhi per un attimo acende un velo di malinconia. Lo sappiamo, lo ha confessato lui stesso persino in una canzone "Figli", che lo scorso anno e' stata applaudita al Festival, che questa e' la sua pena segreta: non poter sentire la vocina di un bimbo che lo chiami papa'. Una pena che talvolta riesce persino a offuscare l'esultanza di questo momento d'oro. E in realta' per il bravo Toto questo e' proprio un periodo magico. Alle tante attentazioni di simpatia che gia' egli fioccavano dagli inizi della sua "fatica" a "Domenica in...", ora si e' aggiunta anche l'aperta ammirazione dei fans che hanno apprezzato la sua esibizione sanremese. Eppure lui non se ne vanta, neppure per un attimo si permette atteggiamenti da divo. Puntuale come sempre e' arrivato in studio pronto a rispondere alle nostre domande.

Qualcuno, gli chiediamo, ha voluto vedere nelle sue dichiarazioni rilasciate come si  vuol dire "a caldo",dopo la consegna dei premi al Festival, una punta di polemica. E' vero?

"Per niente. Io per carattere detesto la polemica. Ho soltanto voluto chiarire certi punti su cui ritenevo giusto far luce".

Chi sente di dover ringraziare per il suo successo?

"Prima di tutto mia moglie Carla. A ben guardare,  e' proprio a lei che devo tutto. Carla e' una donna straordinaria. Mi e' stata sempre accanto nei momenti difficili, in quelli in cui non avevo una lira, nei momenti delle decisioni e delle scelte in cui bisognava solo rischiare e augurarsi di aver visto giusto. Ci siamo sposati ventun anni fa e siamo sempre stati felicissimi. E abbiamo intenzione di invecchiare insieme. Ma c'e' un'altra persona che ha contribuito piu' di ogni altra al mio successo: mio padre, che purtroppo ho perso qualche anno fa. Lui amava moltissimo la musica e mi ha trasmesso quest'amore, insegnandomi anche le nozioni di base. Mio padre era un suonatore di tromba, mentre io mi sono dedicato al pianoforte.
"Devo inoltre ricordare Mike Bongiorno, che ha creduto nelle mie possibilita' come cantautore ed ha insistito perche' partecipassi al suo programma di quiz "Scommettiamo". Cio' accadeva nel 1979. Poco dopo ricevevo la consacrazione definitiva da parte del pubblico vincendo il Festival di Sanremo con la canzone  "Solo noi". Adriano Celentano, da parte sua, mi ha valorizzato soprattutto come compositore; per lui ho quindi scritto diverse canzoni, esattamente tredici".

Quali motivi ama ricordare?

"Ho composto circa duecentoventi canzoni e sono affezionato a tutte. Naturalmente, ci sono quelle che "funzionano" di piu' e che percio' hanno trovato un pubblico piu' disposto ad accoglierle. Ma forse, a ben riflettere, sono proprio quelle meno note, che hanno incontrato difficolta' ad entrare nelle case della gente, a farmi tenerezza. L'ambizione di un cantautore e' quella di sentire cantare o fischiare da tutti, in casa, in ufficio, per la strada, il suo motivo. Questa e' la prova tangibile della bravura di un artista. Ma forse anche una canzone passata inosservata e' bella, ha qualcosa da dire o puo' far bene all'anima. Questa riflessione mi fa tenere in maniera tutta speciale alle mie canzoni che non hanno avuto un particolare successo di vendite o di ascolto da parte del pubblico".

Qual e' l'ora della giornata in cui si sente piu' creativo?

"Mi sveglio molto tardi al mattino, quindi la mia giornata lavorativa si sposta di quattro o cinque ore. Compongo preferibilmente di notte, perche' di notte sono piu' tranquillo e posso concentrarmi piu' facilmente.  Posso impiegare piu' notti per  comporre una canzone, como posso buttarla giu' di getto. Non ho regole fisse per questo. Ma e' importante, per me, avere l'ispirazione, cioe' stare attento a quell'idea musicale immediata, improvvisa, inaspettata che puo' giungere quando meno me lo aspetto. Quindi devo esser pronto a coglierla al volo, per tradurla  immediatamente in note e parole".

E' solo quando sta creando o ha vicino qualcuno?

"Quando sono tutto proteso in attesa dell'ispirazione preferisco essere solo. Invece, quando l'ispirazione e' arrivata, chiamo subito Carla e le chiedo cosa ne pensa. Il parere di mia moglie mi influenza notevolmente. Ma talvolta discutiamo anche, e animatamente, perche' cerco di oppormi alle sue obiezioni. Ma si tratta comunque di uno stimolo utile, quello dell'atteggiamento critico di mia moglie, che mi piace tenere nella giusta considerazione".

Che temperamento ha sua moglie: artistico, fantasioso, sentimentale, ovvero logico, positivo, freddo o addirittura calcolatore?

"Carla e' razionale ed e' stonata. Ma proprio per cio' mi e' di aiuto. E' un freno al mio eccessivo entusiasmo. E' l'orecchio dell'uomo della strada, del pubblico medio che non deve necessariamente possedere capacita' musicale. . Quando Carla dice che un motivo "funziona", si puo' star tranquilli che e' cosi': e' molto piu' brava lei di me nel prevedere il successo di una mia canzone".

In questo periodo di impegni in televisione continua ugualmente a comporre?

"Certo e Sanremo ne e' la prova! Nonostante l'esperienza senz'altro gratificante della mia partecipazione a "Domenica in..." come conduttore, non ho mai smesso un sol giorno di pensare a creare nuove canzoni. Non dimentico infatti di aver raggiunto la notorieta' come compositore. Per la verita' tutto il resto, per me, e' solo diversivo ovvero evasione".

Venire cosi' spesso a Roma non le ha fatto venire in mente di scrivere una canzone per questa citta'?

"Anche se Roma stimola moltissimo la mia creativita', non me la sento di fare qualcosa che e' gia' stato fatto da altri, e in maniera esemplare. A Roma sono gia' state dedicate delle canzoni insuperabili. Non ho di me un cosi alto concetto da ritenermi capace di scriverne una migliore. Semmai decidessi di farlo, scriverei solo per me questa canzone, una canzone personale e privata da conservare nel cassetto. E non sarebbe la prima volta. Ne scrissi una per la figlia maggiore di Dino De Laurentiis e Silvana Mangano, promettendo che non l'avrei divulgata. E cosi e' stato. Anzi, colgo l'occasione per far sapere agli interessati che ho mantenuto la promessa. Perche' adesso, potrei scrivere una canzone su Roma? Glielo dico subito: quando, dalla terrazza della mia stanza mi affaccio e vedo il panorama di questa citta', vedo il cupolone, e tutto il resto, sento che Roma e' una citta' straordinaria, particolare, unica; mi sembra che sia fuori del tempo; ho la sensazione che essa appartenga all'eternita' e che sia universale, appartenga o tutto il mondo, cioe' a me a lei e a tutti noi".

Il pubblico ormai la identifica, e identifica la suo produzione musicale con la canzone "Sono un italiano vero". E' soddisfatto?

"Dipende dalle intenzioni. Se mi si identifico con l'"italiano vero" per fare del sarcasmo, mi offendo; altrimenti ne vado orgoglioso".

Come vede l'italiano vero?

"Il vero italiano e' quello che vive all'estero. Quello che vive in Italia spesso ho dimenticato le sue tradizioni e le sue radici culturali. Anche nel campo musicale, sono inglesi e americani a prevalere".

Un'ultima domanda. Lei ci ha detto di essere felicissimo con sua moglie. Ma e' proprio vero che non l'ha mai tradita?

"Non sono un santo amo moltissimo le donne ma cerco di rispettare mia moglie, di non darle inutili dispiaceri...".

A questo punto Toto tace. Ma anche se la frase resta in sospeso, comprendiamo perfettamente quello che intende dire. Carla la moglie, di dispiacere ne ha gia' uno, immenso, nel cuore: quello appunto come abbiamo accennato all'inizio, di non poter regalare un figlio all'uomo che ama con tutta se stessa. E Toto, che la comprende e l'adora, mai e poi mai potrebbe commettere anche la piu' piccola scorrettezza nei suoi confronti. Una lacrima di Carla gli peserebbe sul cuore piu' di un macigno.