IL FESTIVAL, E POI SCRIVO UN LIBRO


«Porto all'Ariston una canzone sul tradimento», dice Toto.
E qui racconta il suo progetto: «Un romanzo che può diventare un film con la Bellucci»

 

Vladimir Putin è un suo fan e ha voluto incontrarlo di persona. Yushenko, presidente dell'Ucraina, ha disertato una riunione del parlamento per andare a un suo concerto. Lo sceicco di Abu Dhabi gli ha riservato un'accoglienza da pascià e in Olanda i ragazzi imparano l'italiano sulle sue canzoni.

 Toto Cutugno è uno dei vessilli dell'Italia all'estero, un po' come la Ferrari, Totti e le borse di Gucci. Quest'anno ha deciso di tornare a Sanremo, per la quattordicesima volta, anche se dice di sentirsi incompreso in patria («I russi mi amano alla follia, qui i critici mi snobbano»). La canzone, Un falco in gabbia, l'aveva presentata a Baudo un anno fa. «Poi ho avuto un problema di salute e abbiamo rimandato tutto». Il problema di salute è una malattia seria, che Toto ha sconfitto con coraggio. «Sì, però adesso non voglio parlare sempre e solo della malattia. Ne sono uscito, per fortuna. C'è una cosa importante che non mi stancherò di dire: dopo i 40 anni, fate le analisi, tutto quello che serve per stare tranquilli. Io non l'ho fatto e mi sono trovato in una brutta situazione».

E adesso? Sei cambiato?

Mi sono riavvicinato a Dio, ho imparato a pregare. E poi sono più sereno: ho sempre avuto un carattere di m..., odio le pubbliche relazioni. Ora invece non me la prendo più per le stupidaggini. Contano solo la famiglia e gli amici veri.

 Immagino che ora ti arrabbierai meno con i critici.

Sì, la prendo con filosofia. Prima, se c'era una cosa che mi faceva imbestialire è quando i critici dicevano che, in canzoni come Le mamme, giocavo con i sentimenti della gente. Allora ho affrontato il critico del quotidiano più importante d'Italia e gli ho detto: "Ma perché sul giornale m'impallini e poi a cena con gli amici canti le mie canzoni?". Ora siamo grandi amici.

 A Sanremo porti una canzone che parla di tradimento.

 Sì, c'è un lui che scopre la sua donna amoreggiare in macchina con un altro.

 Un tema forte, altro che la solita melassa.

È una situazione in cui si può riconoscere chiunque. Ma, ci tengo a dirlo, non è autobiografica. E non è una canzone rabbiosa: è una ballata struggente, lui ricorda con nostalgia i momenti belli.

 Perché non ti vediamo più in televisione?

Ho fatto il conduttore per anni, poi, probabilmente a causa del mio caratteraccio, ho perso i contatti. Spero di tornare presto. Sogno di condurre un quiz musicale, stile Sarabanda. Amo valorizzare i giovani talenti, il mio programma preferito è Amici.

 Chi ti accompagna a Sanremo?

Mia moglie Carla. Mio figlio Nico rimane a casa: deve studiare, ha la maturitа. Suona la chitarra, ma non vuole fare il musicista: l'anno prossimo si iscriverа a Ingegneria informatica. Con lui ho un rapporto bello, lo vizio. Parliamo tanto di donne, a 18 anni si pensa solo a quello. Però è gelosissimo, come me. Cerco di rilassarlo.

 Quando non sei in giro per il mondo in tournée, cosa fai?

 Vado in barca, ho una casa a Rapallo. Mi sono sposato due volte, una con Carla, una col mare. E poi sto scrivendo un libro.

 Cutugno scrittore?

Sì, è una storia forte, che ho in mente da tempo. Parla di un pianista che s'innamora di una donna, mamma di un bambino affetto da sindrome Down. Insieme ne passano di tutti i colori. E poi sogno di trarne un film. Ho giа in mente gli interpreti ideali: Gerard Depardieu e Monica Bellucci.
     


                                    Dea Verna
OGGI febbraio 2008